AVVENTURE ARABE
Appena rientrate da un viaggio in Arabia Saudita, un’esperienza molto intensa, che ci ha permesso di assaporare questo Paese aperto da poco al turismo internazionale. Qui come non mai ti senti un ospite, si incontrano ancora pochi viaggiatori occidentali e si ha modo di conoscere meglio una Nazione in fase di trasformazione.
La scoperta dell’Arabia è cominciata con Riyadh, una città moderna e all’avanguardia, dove le nuove architetture disegnano lo skyline e lo rendono unico. Basti pensare all’iconico Sky Bridge, dalla forma di un cavatappi gigante, o al quartiere finanziario KAFD…per un attimo abbiamo pensato di essere a Londra o New York. Per muoverci sulle tappe principali abbiamo provato la metro, nulla a che vedere con le nostre linee metropolitane grigie, sporche e super affollate. Mi raccomando ricordatevi che i vagoni sono separati fra uomini e famiglie; inoltre se avete il biglietto da 2h dovete assicurarvi di uscire dai tornelli entro tale durata, per evitare di rimanere bloccati all’uscita.
Da qui ci siamo spostate nella vicina Diriyah, culla dello stato saudita, con il quartiere storico di Al Turaif, dichiarato Patrimonio Unesco per le sue costruzioni tradizionali in fango. Abbiamo avuto la fortuna di soggiornare nel bellissimo Bab Samah, anch’esso costruito in stile tradizionale. Diriyah è stata davvero una bella scoperta, soprattutto perché l’ospitale Nujud, rappresentante di Visitdiriyah, ha fatto di tutto per farci vivere appieno la città. Visita serale di Al Turaif; mercato nippo saudita…già a quanto pare c’è un accordo diplomatico fra i due Paesi; cena nel contesto suggestivo di Diriyah Season e ancora tour nel quartiere popolare di Shamiya che prende vita alla sera, illuminato da mille lucine.
In volo raggiungiamo i paesaggi desertici di Al Ula, costellati da montagne e rocce dai toni del beige al rosso. Veniamo accolti da un’atmosfera rilassata e tranquilla, le strade sono semi deserte e ricordano quelle del Far West.
Le attività da fare sono tante, non può mancare una passeggiata serale tra i vicoli di Al Ula Old Town illuminata, che si popola di donne nelle loro abaya nere e uomini con thobe bianco.
Una vera e propria esperienza è pernottare all’eco boutique hotel Dar Tantora che si trova nella città vecchia. Ogni sera viene illuminato da 1800 candele che rendono l’atmosfera calda e suggestiva. Pensate che le camere hanno anche una stanza per osservare le stelle! Questa struttura ci ha colpito per la sua attenzione alla sostenibilità, al riciclo e alla riduzione al minimo dell’uso di energia elettrica. Il suo ristorante, Joontos, inserito nella guida Michelin, propone piatti a km zero…quello che viene avanzato viene trasformato in compost per la coltivazione.
Ovviamente il clou delle visite sono i resti di Hegra, dove le tombe nabatee scavate nella roccia sono sparpagliate in un ambiente straordinario e solitario. Da fare sicuramente a bordo di una Land Rover, molto stile Indiana Jones. Dopo aver visto Petra non resta che chiedersi, ma come hanno fatto a creare delle architetture così in simbiosi con la roccia e la natura circostante?
Se volete divertirvi con effetti fotografici, vi consigliamo Maraya che in arabo significa specchio. Si tratta di un edificio polifunzionale coperto da più di 9.700 pannelli a specchio che riflettono il deserto, le montagne e il cielo.
Infine non resta che una passeggiata nell’oasi di Al Ula, dalle origine antichissime.
Salutiamo il deserto per dirigerci verso il mar Rosso e Jeddah, punto di arrivo per i numerosi pellegrini diretti a La Mecca e Medina. La città da subito ha un’atmosfera diversa da quello che abbiamo sperimentato fino ad ora. Sembra una città più vissuta, meno perfetta ed ordinata. Le visite si dividono tra una passeggiata sulla corniche e una nel quartiere storico di Al Balad. Qui le case sono costruite in pietra corallina e tradizionali rawasheen, grandi balconi chiusi in legno intagliato, spesso dipinti di verde o marrone.
Durante tutto il viaggio abbiamo avuto più occasioni per provare la cucina locale: da quella najdi (tipica di Riyadh e dintorni) a quella hijazi (della zona di Jeddah). Sicuramente sulla tavola non è mai mancato hummus o kabsa, riso basmati speziato, servito con pollo, agnello o montone, accompagnato da cardamomo, cannella e chiodi di garofano.
Questo è solo un assaggio dell’Arabia Saudita, che sta muovendo i suoi primi passi nel turismo. Un viaggio che non è solo scoperta di luoghi, ma incontro con un Paese che sta imparando a raccontarsi al mondo.
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